NEWS EXPORT


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PORTA LA TUA AZIENDA IN RUSSIA PER UN ANNO CON 209,00 EURO AL

MESE

RIAPRE LA "NUOVA SABATINI"

Dal 7 febbraio 2019 riapre lo sportello per la presentazione delle domande per gli incentivi alle imprese previsti dalla “Nuova Sabatini”.

Sono 480 milioni di euro le risorse finanziate con la legge di bilancio 2019 per continuare ad agevolare le piccole e medie imprese che intendono investire in beni strumentali.

La misura ha infatti l’obiettivo di incentivare la manifattura digitale e incrementare l’innovazione e l’efficienza del sistema imprenditoriale tramite l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature.

La “Nuova Sabatini” - introdotta nel 2013 - è stata in questi anni un importante strumento agevolativo per l’ammodernamento e la crescita del sistema produttivo italiano. Finora sono state oltre 63 mila le domande presentate dalle piccole e medie imprese, per un ammontare di contributo concesso superiore a un miliardo di euro.

Rimane pertanto confermata la tipologia di contributo concesso, pari al 2,75% annuo sugli investimenti ordinari, e un contributo maggiorato del 30% - pari al 3,575% annuo - per la realizzazione di investimenti in tecnologie digitali - compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification - e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

ASSO EXPORT INCONTRA LA TUNISIA

Lo scorso 20 aprile il Presidente di Asso Export, Dott. Giletto, ha incontrato il ministro plenipotenziario Mr. Wissem Mhadhbi presso l’Ambasciata di Tunisia a Roma. Al centro del colloquio, svoltosi in un clima di fattiva collaborazione, è stato posto lo sviluppo commerciale con la Tunisia.

I convenuti hanno concordato che i rapporti commerciali bilaterali sono una delle chiavi per l’ulteriore sviluppo delle relazioni italo-tunisine, alle quali potrebbe positivamente concorrere Asso Export tramite accordi di collaborazione con gli enti fieristici tunisini.

Il Dott. Giletto ha esposto a Mr. Wissem Mhadhbi le possibilità di intervento di Asso Export in favore sia degli enti fieristici tunisini che delle imprese italiane che intendono partecipare alle fiere organizzate in Tunisia. In particolare, il Dott. Giletto ha menzionato l’esistenza di strumenti finanziari agevolati idonei a sostenere la partecipazione alle fiere da parte delle aziende italiane.


Forum Agenti by Agent321: Evento organizzato dall'Ambasciata Tunisina a Roma e CEPEX Centro Tunisino di Promozione delle Esportazioni.

ASSO EXPORT parteciperà e segnala a tutti gli Associati l'evento "Forum Agenti by Agent321" organizzato dall'Ambasciata Tunisina a Roma e da CEPEX, Centro Tunisino di Promozione delle Esportazioni.

L'evento è rivolto agli Agenti di Commercio interessati a valutare proposte di rappresentanza e Distribuzione di nuovi prodotti e servizi di Aziende Tunisine provenienti dai settori alimentare e ittico. Si tratta di prodotti destinati ai canali Ho.Re.Ca. e Ristorazione, dalla produzione di delikatessen quali salse tipiche e caviale, verdure in salamoia e grigliate, alla coltivazione e distribuzione del rinomato pomodoro "cuore di bue", dallo stoccaggio alla conservazione di tutte le varietà di pesci e frutti di mare freschi, congelati e surgelati.

Quando e Dove:

Roma Lunedì 23 Aprile 2018 in orario continuato dalle ore 13:00 alle 18:00 Hotel degli Imperatori, Roma: 

Via Guido Gonella, 15 – Roma

Registrazione dei partecipanti e incontri B2B.

Milano Martedì 24 Aprile 2018 in orario continuato dalle ore 10:00 alle 14:00 Hotel Mythos, Milano:

 Via Carlo Tenca 21 – Milano

Registrazione dei partecipanti e incontri B2B.

Numero Verde Informativo: 800.86.16.16 

La partecipazione al Workshop è gratuita, per aderire all' iniziativa è necessaria la registrazione.

Come partecipare:

Potete prenotarvi compilando il Modulo di Registrazione online presente nella pagina web http://www.esteroworkshop.it/tunisia_04_18/, oppure telefonando al Numero Verde 800.86.16.16.

Modalità di Partecipazione:

La partecipazione è Totalmente Gratuita. Sarete liberi di parlare esclusivamente con le Aziende che riterrete interessanti per voi. Saranno presenti a titolo gratuito gli Interpreti.

Vi aspettiamo.



LA FIERA UN’ OCCASIONE PER INCONTRARSI, MISURARSI E CONFRONTARSI.

Spesso ci viene chiesto il perché partecipiamo ad una fiera dal momento che i costi per la partecipazione sono alquanto sostenuti e che oggi, con i modernistrumenti informatici, social network, siti internet, è possibile rendere visibile la propria azienda, i propri prodotti, il proprio marchio senza spostarsi dal luogo di produzione o sito commerciale.

Al quesito di cui sopra la risposta da dare è che la partecipazione alla fiera ci consente di vedere la reazione dei mercati rispetto ad una possibile immissione sul mercato dei nostri prodotti.

Le prime volte possiamo partecipare ad una fiera come visitatori per vedere“lo stato dell’arte” dei concorrenti, ma la nostra impressionesarà sempre soggettiva e condizionata dalla nostra esperienza e dall’organizzazione aziendale esistente al momento. Pertanto, solo con la partecipazione in prima persona abbiamo una cartina tornasole sulla validità dei nostri prodotti e sulle capacità aziendali di confrontarsi con le richieste del mercato. Ciò premesso le ragioni per partecipare ad una fiera sono riassumibili in:

  • 1. la fiera, come un mercato, costituisce il luogo d’incontro di soggetti interessati alle produzioni della nostra azienda. Tali soggetti potranno essere potenziali acquirenti o concorrenti. In questo luogo potremo verificare come l’organizzazione dello spazio espositivo, il comportamento dei nostri venditori e noi stessi interagiamo con clienti che hanno necessità di acquistare i nostri prodotti. La fiera non costituisce solo un momento di vendita, che può avvenire anche in un secondo momento, ma principalmente un occasione d’incontro con un numero indeterminato di utenti e serve a capire meglio le loro esigenze e il modo più corretto per soddisfarle.
  • 2. nelle fiere settoriali entreremo in contatto con i nostri principali concorrenti con i quali scambieremo esperienze e conoscenze ed eventualmente instaurare rapporti di collaborazione. Inoltre, con la partecipazione agli eventi, avremo la possibilità di verificare il know-how esistente sul mercato in un determinato momento. In sintesi la fiera costituisce non solo uno strumento di promozione ed un’occasione di vendita ma, soprattutto, un ottimo luogo info-formativo e di sviluppo aziendale.
  • 3. qualora dovessimo partecipare ad una fiera internazionale, al di fuori del nostro paese, avremo la possibilità di entrare in contatto con un mercato diverso da quello interno e verificare usi, costumi, approcci culturali ed esigenze differenti da soddisfare. L’approccio internazionale ci darà anche la possibilità, soprattutto nei paesi tecnologicamente meno avanzati, di utilizzare modalità produttive che nel nostro paese hanno raggiunto la maturità. L’inserimento nel mercato locale potrebbe essere coadiuvata dall’eventuale sostegno di intermediari, grossisti e distributori locali
  • 4. un altro importante obiettivo che raggiungeremo attraverso la presenza in fiera è di migliorare la visibilità del nostro marchio e/o della nostra azienda. Ogni impresa vive e si sviluppa in un sistema relazionale aperto in cui l’essere percepito in modo positivo costituisce un fattore di vantaggio rispetto alla concorrenza. A tale scopo organizzare il nostro stand in modo che i visitatori si sentano a proprio agio, ben accolti per il solo fatto di averci fatto visita, non obbligati ad acquistare, costituisce un elemento chiave per migliorare la percezione del marchio.

In definitiva, la partecipazione ad una fiera non ha solo lo scopo di vendere, che sarà una conseguenza naturale della nostra presenza, ma di sviluppare i rapporti umani, di acquisire la stima dei consumatori verso il prodotto e, attraverso un’adeguata gestione delle indicazioni acquisite, di migliorare le modalità di fare business.

18/3/2018

Anonymus

vuoi finanziare la partecipazione alla tua fiera: http://www.italyimport-export.com/finanziamenti/pa...


Anomali fenomeni nel commercio internazionale

Apprezzamento dell'euro sul dollaro e aumento dell’export italiano

Una circostanza interessante, osservata nel corso del 2017, è l’aumento dell’export italiano verso gli Stati Uniti a fronte dell’apprezzamento dell’euro sul dollaro.

Tale evento è a prima vista anomalo poiché il cambio euro/dollaro, a parità delle altre condizioni, è un fattore determinante per l’export italiano verso gli Stati Uniti e, tendenzialmente, più il dollaro si apprezza rispetto all’euro più le vendite del Made in Italy verso il mercato americano aumentano. Tale paradigma è stato ben visibile nell’anno 2015 quando l'euro ha toccato i minimi storici rispetto al dollaro (cambio pari a $1,11 per €1), mentre l’export italiano verso gli USA ha segnato un + 20,9% rispetto all’anno precedente

Ma come spiegare quanto accaduto nel 2017?

In questo scenario, in base alle analisi SACE, vi sono alcuni buoni motivi per non preoccuparsi troppo dell’apprezzamento dell’euro sul dollaro, almeno fino a una certa quota. Infatti, secondo Oxford Economics la “soglia del dolore” delle imprese italiane (livello limite del cambio euro/dollaro oltre il quale un'azienda inizia a "soffrire" in termini di competitività) è aumentata rispetto al passato e ha raggiunto quota 1,30. Sempre secondo Oxford Economics solo con un apprezzamento dell'euro superiore a tale livello, l’Italia avrebbe "meno spazio per esportare a prezzi competitivi".

Altri operatori economici giustificano l’apparente contraddizione nel migliore posizionamento del “Brand Italia” sul mercato USA e grazie a tale migliorato posizionamento i consumatori americani sono disponibili a pagare di più, un premio, per quei beni giudicati maggiormente attraenti.  In altri termini il consumatore è disposto a sopportare maggiori costi se la fruizione del prodotto, attraverso opportune politiche di marketing, evoca speculazioni positive (valore, qualità, tradizione, cultura, rispetto dell'ambiente). A sostegno di quest’ipotesi l’International Trade Centre, che elabora  il Trade Performance Index, considerando 189 Paesi e 14 settori, evidenzia come l’Italia sia il secondo Paese più competitivo nel commercio mondiale dopo la Germania.

In conclusione, allora, le oscillazioni dei cambi non sono delle variabili assolute ma sono delle variabili relative nel senso che vanno lette in relazione alla marginale soddisfazione dei consumatori all’aumento dei cambi e pertanto, per riprendere il fenomeno statunitense, i consumatori americani riconosceranno ai beni Made in Italy un “premium intrinseco nel prodotto” qualora il gradimento ottenuto dall’acquisto dei prodotti superi le oscillazioni sfavorevoli del cambio.

Quanto detto apre la porta ad un dibattito sulla qualità e sui target di clientela che potrebbe essere oggetto di successivi articoli.

07.03.2018

Filippo Giletto


INTERNAZIONALIZZAZIONE: UN’OCCASIONE DA NON PERDERE

EXPO DUBAI 2020: CONNECTING THE MINDS, CREATING THE FUTURE

E’ il titolo dell’esposizione che si terrà a Dubai tra il mese di ottobre 2020 e aprile 2021, “Connettere le menti per creare il futuro”, che dà rilievo alla vitale importanza della società moderna, sempre più interconnessa, di fare sistema e diventare una risorsa a disposizione dell’umanità. La creatività, l’ingegno, la relazione sono i cardini della nuova esposizione in cui l’Italia può giocare un ruolo da protagonista attraverso le nostre numerose eccellenze aziendali che spaziano dalla meccanica di precisione al food, dalla moda alla green economy, dall’arredamento all’automotive.

Ad oggi risultano iscritte già 800 aziende italiane di cui il 70% sono PMI.

Ma vediamo quali sono i numeri della nuova fiera: sorgerà sopra un’area di circa 280 ettari, circa due volte e mezzo l’area dell’Expo di Milano, e parteciperanno circa venticinque milioni di visitatori di età compresa tra i 34 e i 42 anni il 70% dei quali proveniente da aree esterne al mondo arabo. Alla chiusura dell’evento, al contrario di quello che sta accadendo a Milano, tutta l’infrastruttura sarà destinata ad una nuova zona franca.

La partecipazione all'evento è finanziata fino al 100%.

Info: http://www.italyimport-export.com/finanziamenti/pa...

19.02.2018

da Anonymous



TRA I DUE LITIGANTI IL TERZO GODE MA NON ……

COMMERCIO INTERNAZIONALE

Lo scorso mese di gennaio Trump si è presentato al World Economic Forum di Davos, Svizzera, con l’ormai solito slogan America First. Non solo, ma di fronte ai delegati di tutto il mondo ha affermato, per salvaguardare gli interessi degli industriali americani, di voler imporre dazi d’importazione del 30% sui pannelli solari di origine asiatica e del 50% sulle lavatrici. Come, spesso, accade in queste occasioni le ritorsioni non si sono fatte attendere ed, infatti, i responsabili cinesi, alla fine del summit, non solo hanno presentato un ricorso al WTO (Organizzazione Mondiale per il Commercio) contro i dazi americani ma, contemporaneamente, hanno avviato un’indagine anti-dumping su alcuni prodotti agricoli americani colpevoli, secondo Pechino, di usufruire di aiuti di stato illegittimi.

Si presume che la guerra commerciale tra Cina e Usa comporterà una riduzione dell’export per gli allevatori americani (soprattutto) proprio nel momento in cui l’importazione di carne suina cinese è arrivata a quota 1,6 milioni di tonnellata. A beneficare della controversia sarà, con molta probabilità, l’Europa ed in primis la Spagna che, negli ultimi tre anni,ha quadruplicato l’export in Cina di carne suina, la Germania che, nello stesso periodo, le ha triplicate e Francia che le ha raddoppiate. Oggi i due terzi delle importazione di carne suina in Cina provengono dall’UE. E l’Italia dov’è. E’ la grande assente poiché alcune patologie sanitarie presenti in alcune regioni impediscono al nostro paese di avere l’autorizzazione per vendere carne fresca suina in Cina.

Alcuni giorni fa, solo grazie alla attività di sensibilizzazione svolta dalla regione Emilia Romagna in Cina (ed il problema non dovrebbe essere affrontato dagli enti locali), una delegazione dell’ente cinese per la certificazione della sicurezza alimentare, ha visitato una dozzina di aziende della filiera suina tra Emilia Romagna e Lombardia e, se tutti i controlli avranno esito positivo, l’Italia sarà riammessa, dopo quasi 20 anni, ad esportare carne fresca suina in Cina.

18.02.2018

Filippo Giletto


Cina: un grande mercato che mostra ancora dei rischi. .

Diverse istituzioni finanziarie ed assicurative italiane definiscono la Cina il primo dei mercati a cui gli imprenditori italiani non possono rinunciare dal momento che l’export italiano, nel corso del 2017, è cresciuto del 25% e tale evoluzione tenderà ad aumentare in conseguenza allo sviluppo commerciale connesso alla via della seta. 
In Cina, secondo stime, è stato calcolato che l’aumento dell’export italiano raggiunger
à, entro il 2020, la quota di quasi 300 milioni di euro distribuito in un ventaglio variegato di settori:
- alimentare;
- moda e gioielleria;
- meccanica di precisione;
- energia rinnovabile; 
- industria alberghiera.
I rischi connessi alla commercializzazione di prodotti con la Cina riguardano soprattutto:
- il rischio politico;
- il rischio di trasferimento di capitali;
- il rischio della convertibilità valutaria;
- il rischio del credito, soprattutto da parte sovrana.
Se sei interessato a ad approfondire l’argomento sul rischio paese Cina consulta la ns. scheda paese su: http://www.italyimport-export.com/dati-…/cina-dati-economici
Filippo Giletto


Migliorare la competitività dell'impresa attraverso l'export e l'internazionalizzazione.

Ti dico, innanzitutto, che la sopravvivenza della tua impresa alla crisi è fortemente legata, tra l’altro, alla tua capacità di esportare e porre in essere delle forme di internazionalizzazione complessa. Secondo il rapporto Istat 2017, nel periodo 2014-2016, le società di capitali che hanno avuto un aumentato delle esportazioni dell’1,1% hanno registrato una contrazione del “rischio crisi” del 6,4%. All’aumento del numero delle aree di sbocco dell’export  migliora, nettamente, lo stato di salute economico-finanziaria dell’impresa.

Questo accade perché grazie all’export aumenti le vendite e riduci i rischi legati al mercato domestico. Pensaci un attimo, è come se tu avessi non solo un punto vendita ma due, tre, quattro punti vendita localizzati in posti diversi della città o della nazione. Inoltre, se esporti diversificando i prodotti ed i paesi ottieni almeno altri tre vantaggi importanti:

  • riduci i rischi legati alle perturbazioni degli andamenti economici dei paesi di sbocco (sei tu a decidere dove e quando andare);
  • riduci i rischi legati al prodotto;
  • ottieni valuta utile per acquistare materia prima.

Questo è il motivo per cui oggi si osservano forme di internazionalizzazione più complesse ossia aumenti del numero medio di prodotti venduti (diversificazione dei prodotti) e dei mercati di riferimento (diversificazione dei mercati) e il rafforzamento delle capacità di cogliere le migliori capacità di domanda.

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